TARI: tutto quello che c'è da sapere sulla tassa sui rifiuti
La TARI (Tassa sui Rifiuti) è il tributo comunale che serve a finanziare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. È stata introdotta dalla Legge di Stabilità 2014 e ha sostituito la vecchia TARES.
La TARI è dovuta da chiunque possieda o detenga locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti. In caso di affitto, di regola è l'inquilino a pagare la TARI, anche se il contratto può prevedere diversamente.
Il calcolo della TARI si basa su due componenti: una quota fissa, determinata in base alla superficie dell'immobile e al numero di componenti del nucleo familiare, e una quota variabile, legata alla quantità di rifiuti prodotti dalla categoria d'uso.
I Comuni possono prevedere riduzioni della TARI in diversi casi: abitazioni con un solo occupante (riduzione del 30%); abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale (riduzione di 2/3); abitazioni di residenti all'estero (riduzione di 2/3); immobili non allacciati alla rete fognaria; immobili dove vengono praticati il compostaggio domestico.
La TARI si paga di norma in due o tre rate, con scadenze che variano da comune a comune. La prima rata è solitamente tra aprile e luglio, mentre il saldo va in dicembre.
Se cambi residenza durante l'anno, la TARI viene suddivisa proporzionalmente tra il vecchio e il nuovo occupante. È importante comunicare tempestivamente al comune sia l'inizio che la fine dell'occupazione dell'immobile.